#FoodAndTravel: Pasta pesto day

Per la rubrica #FoodAndTravel, oggi vi vogliamo parlare di una bellissima iniziativa sociale legata al cibo: il pasta pesto day.

Pasta Pesto Day

Nella settimana della cucina italiana nel mondo, dal 19 al 25 novembre 2018, nei ristoranti aderenti, per ogni piatto di pasta al pesto consumato verranno devoluti 2€ a Genova. 1€ lo dona il ristorante e 1€ lo dona il cliente.

Avete mai assaggiato il vero pesto alla genovese? Sapete che è la seconda salsa più usata al mondo candidata a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco?

Photo credit: Unsplash by Alice Pasqual

Le origini

Si narra che la prima ricetta del pesto sia dell’Ottocento e si trova sulla “Vera cuciniera genovese” di Emanuele Rossi (1852), denominata come pesto d’aglio e basilico.

La ricetta

La ricetta del vero pesto alla genovese è composta da 7 ingredienti contemplati dal Consorzio del Pesto Genovese e garanti di un antico rertaggio regionale.

Ma quali sono questi ingredienti?

  • Basilico genovese DOP
  • Olio extravergine d’oliva (meglio se ligure)
  • Parmigiano Reggiano
  • Pecorino
  • Pinoli
  • Aglio
  • Sale grosso

Come si prepara?

Se vogliamo seguire la procedura originale occorre avere un mortaio di marmo e un pestello in legno.

Per prima cosa bisogna lavare il basilico in acqua fredda e metterlo ad asciugare in un canovaccio.

Pestare uno spicchio d’aglio nel mortaio, aggiungere un po’ di sale grosso. Quando l’aglio e il sale avranno raggiunto una consistenza quasi cremosa, aggiungere i pinoli.

A questo punto mettere un po’ alla volta le foglie di basilico, pestarle ruotando leggermente il pestello. Aggiungere il parmigiano, il pecorino e un filo di olio d’oliva.

A questo punto il pesto è pronto per condire la pasta. Se volete ammorbidire un po’ la salsa aggiungere un po’ di acqua di cottura.

Questa è la ricetta originale del vero pesto alla genovese, come tutte le ricette della tradizione, ogni famiglia ha una sua variante, un suo segreto. Non si assaggerà mai un pesto uguale all’altro, ma il bello della tradizione e della nostra cultura culinaria è anche questo.

 

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